L’Abbazia di San Pietro

Percorrendo fino in fondo via Frate Elia dalla bellissima Piazza di San Francesco, recentemente restaurata, ci si trova davanti all’Abbazia di San Pietro, un’edificio romanico-gotico costruito con ogni probabilità dai benedettini tra il X e il XIII secolo e successivamente ristrutturato radicalmente verso la metà del Duecento, quando fu consacrato insieme alla Cattedrale di San Rufino e alla grande Basilica di San Francesco da Papa Innocenzo IV nel 1253 come testimonia l’iscrizione lungo la facciata rettangolare rivestita di pietra rosa del Monte Subasio, suddivisa da pilastri e un cornicione, ultimata nel 1268, vivacizzata da tre ariosi rosoni a cui corrispondono tre portali d’ingresso, di cui uno centrale particolarmente sobrio ed elegante adornato da due leoni.

Una delle caratteristiche peculiari dell’Abbazia di San Pietro è quella di non appartenere all’Ordine Francescano, in quanto un editto del XIII secolo stabiliva che nella città di Assisi i luoghi di culto non potevano essere costruiti da Ordini diversi da quello dei Francescani

In seguito ai danni dovuti al terremoto del XIX secolo venne demolito il timpano sulla facciata principale, simbolo originario di tutte le chiese benedettine. Ha invece resistito alla scossa il ben campanile esterno a pianta quadrata che svetta in cima all’Abbazia.

All’interno l’Abbazia di San Pietro è stata restaurata monte volte, ad esempio nel 1954 le tre absidi sopraelevate furono sostituite da un presbiterio rialzato e da tre navate separate da pilastri di qui quella centrale è a capriate, mentre quelle laterali hanno volta a botte schiacciata. Oltre ai resti di affreschi trecenteschi e alla cappella Santissimo Sacramento, in stile gotico, nella chiesa sono presenti sei tombe medievali.

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