L’Eremo delle Carceri

Nelle grotte sul pendio del Monte Subasio, appena fuori le mura di Assisi, San Francesco (1181-1226) e i suoi seguaci fondarono la loro prima casa a Eremo delle Carceri (Eremo delle Carceri).
San Francesco tornava spesso qui durante la sua vita per pregare e contemplare.
La parola “carceri” deriva dal latino “carceres” e significa “luogo isolati” (così come “prigioni”).

La storia

San Francesco ha iniziato a frequentare questo bellissimo luogo nella foresta fin dal 1205. Al tempo, l’unico edificio presente era un piccolo oratorio del 12° secolo.
Francesco visse da solo in una grotta, dove pregava con fervore e feceva penitenza. Presto altri uomini lo seguirono in montagna, trovando caverne isolate nelle vicinanze nelle quali pregare.

Il sito e l’oratorio furono probabilmente dati dai Benedettini a San Francesco nel 1215, contemporaneamente alla Porziuncola nella valle sottostante. Francesco si dedicò ad una vita di predicazione e missioni, ma in tutta la sua vita avrebbe spesso frequentato le Carceri per pregare.

Nei secoli che seguirono, diversi edifici sono stati aggiunti intorno alla grotta di San Francesco e all’oratorio originale, fino a formare il complesso oggi esistente.
L’ eremo è tutt’ora occupato dai frati francescani.

Cosa vedere

La chiesa pacificamente isolata e il monastero sulle pendici boscose mantengono la tranquillità e l’aria contemplativa amata da San Francesco. Oltre all’atmosfera, l’Eremo merita una visita per la sua architettura medievale, l’arte e per luoghi associati ad episodi di vita del santo.

Il tour auto-guidato attraverso il sito (con i frati residenti di solito disponibili a fornire visite guidate) è un circuito meravigliosamente contorto che passa attraverso piccole porte medievali e strette scale di pietra.

Un cancello d’ingresso e una breve galleria conducono in un cortile aperto con una magnifica vista.
Da una porta rotonda, il “Santuario” alla fine del cortile, si accede ad un piccolo oratorio del 15° secolo costruito da San Bernardino da Siena.

San Bernardino ha costruito anche un piccolo convento, che comprende un piccolo coro con stalle in legno e un semplice refettorio che conserva ancora i tavoli originali. Queste due aree di interesse possono essere visitate solo se accompagnati da un frate della comunità.

Dopo l’ oratorio di Bernardino, i visitatori passano alla più vecchia (12° secolo) e più rustica Cappella della Madonna con un affresco della Vergine col Bambino.
Da qui, una breve ma stretta scalinata conduce fino alla Grotta di San Francesco, dove il Santo pregava e dormiva su un letto di pietra durante i ritiri verso la fine della sua vita.

Passando attraverso un’altra porta e girando un angolo, i visitatori entrano in un piccolo portico. Appena fuori dalla porta, è possibile guardare in un buco nella pietra liscia rosa a forma di quadrifoglio.
E’ il “Buco del Diavolo” che guarda nel crepaccio, non molto profondo ma nel quale si dice che San Francesco avesse gettato un demone fastidioso che tentò frate Rufino.
Molti visitatori gettano oggi le monete nel buco.

Il portico si apre su un passaggio pedonale lungo la parte superiore del muro che supporta il convento. Alla fine della passerella, cercate un albero sostenuto da grucce di ferro sulla destra che si dice sia l’albero degli Uccelli di San Francesco.

Da qui si può svoltare a sinistra, su per le scale ripide, per dirigersi verso l’uscita e le grotte dei seguaci di San Francesco, oppure continuare a destra su un largo sentiero che conduce a una tranquilla zona boscosa con una cappella all’aperto e panchine occasionali.

Subito dopo, girando a destra, ci sono alcune moderne e affascinanti statue in bronzo di San Francesco e dei suoi seguaci. Francesco giace a terra, scalzo e con le mani dietro la testa, guardando il cielo, mentre due frati esaminano attentamente le costellazioni e registrano sul terreno.

L’Eremo riceve pochi visitatori, e gli spazi ristretti all’interno non consentono pause molto lunghe per la contemplazione; una cappella moderna presso l’ingresso è riservata alla preghiera e alla contemplazione.

L’ Eremo è anche un buon punto di partenza per passeggiate nei boschi.
Il Monte Subasio è un parco regionale protetto e ci sono molti sentieri segnalati da seguire.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>